Programma

Gli anni appena trascorsi la classe politica italiana aveva messo le sue risorse al servizio di un progetto politico. Lo aveva fatto convinta che l’Italia potesse e dovesse mettersi alle spalle un periodo il cui unico risultato tangibile era stato il progressivo impoverimento del Paese con un nuovo Parlamento ed un nuovo Governo consapevoli della necessità di aprire una fase nuova della vita del Paese.

Adesso è arrivato il tempo dei “contratti di governo” ma comunque per tutti coloro che sono nella politica ma al di fuori dei partiti è giunto anche il momento di riprendere la strada maestra tornando alla mission iniziale: promuovere il dibattito civile e politico sul futuro della Italia e delle sue Regioni. In particolare nel Sud Italia è necessario un cambiamento concreto e pratico che sviluppi in primis un senso di appartenenza e che faccia comprendere la importanza di avere relazioni con le più importanti istituzioni internazionali. Basta chiacchiere, baste passerelle, basti appelli, basta critiche sterili: ora ci vogliono soluzioni operative e bisogna essere costruttivi.

Il nostro territorio deve puntare su due cose: Legalità ed Impresa. Senza soldi non si canta la messa, abbiamo dunque bisogno di attirare risorse economiche dall’estero e per fare ciò dobbiamo garantire sicurezza agli investitori. Dobbiamo insomma capire che il Sud Italia riemerge se ha una visione più ampia e si affida ad aiuti esterni.

C’è da prendere atto dei cambiamenti già intervenuti o che stanno intervenendo intorno a noi – in Europa, in primis – e dentro di noi. E oggi, assai più di ieri, c’è bisogno che in tanti ricordino agli italiani che è arrivato il momento di alzarsi  e riprendere a camminare ed anzi a correre per riconquistare quel benessere che ci sta scivolando fra le dita. Le tante eccellenze specie del Sud Italia sono ancora lì a ricordarci che il Paese è in grado di raggiungere risultati straordinari se solo gli si consente di farlo. Ma rimbocchiamoci le maniche tutti quanti, finiamola di parlare di territori martoriati e sfortunati e lavoriamo 16 ore al giorno perché quasi tutto il Sud Italia è ancora e purtroppo il posto del “facciamo dopodomani quello che potremmo fare oggi”.

È questo il compito che bisogna darsi innovando nei contenuti e nelle forme. Nei contenuti associando alle priorità di intervento specifiche iniziative in grado di produrre ricadute concrete. E nelle forme facendo della partecipazione diretta dei cittadini, delle famiglie, dei professionisti e degli imprenditori il modo stesso di “fare politica”.